Storia dell’Apparizione

L’apparizione di Maria SS. del Ponte: evento, iconografia e messaggio della mariofania

di don Francesco Di Stefano

L’evento

Maria SS. del Ponte è uno dei titoli mariani più amati nella nostra Chiesa, oggetto da secoli di grande devozione. Esso è legato ad una apparizione della Vergine col Bambino avvenuta il 15 agosto 1572 nel povero rione del Ponte, nello specchio d’acqua di una fonte, appena fuori le mura della città di Caltagirone, dove dopo un anno fu costruito un santuario.

Il prodigio appare singolare soprattutto per il messaggio che emerge dalle modalità dell’apparizione: essa, non è stata riservata ad uno o a pochi veggenti, ma a tutti coloro che accorrevano allo specchio d’acqua. Si tramanda che, non tutti potessero vedere Maria riflessa nelle acque: la visione era riservata a coloro che erano in grazia di Dio o erano disposti alla riconciliazione sacramentale.

Secondo la tradizione un pittore presente all’evento potè fissare i tratti della Vergine e del bambino Gesù su una tela ancora oggi conservata nel santuario costruito per custodire la fonte e l’immagine dipinta. Dopo qualche anno dall’ apparizione del 1572, nella stessa fonte, fu vista splendere una Stella, interpretata quale espressione approvativa da parte di Maria per l’edificazione del nuovo luogo di culto.

Il prodigio dell’apparizione di Maria SS. del Ponte avvenne in uno dei secoli più cruciale della storia della cristianità: il XVI secolo.

Un secolo che ideologicamente sta a cavallo di due mondi, di due ere caratterizzate da sistemi opposti di concezioni di vita; in cui si rompono i ponti col passato; dove l’era moderna, frutto di un pensiero elaboratosi lentamente nei secoli immediatamente precedenti, si matura ed esplode religiosamente nella riforma protestante, politicamente nell’affermazione teorica dell’assolutismo statale, filosoficamente negli attentati alla filosofia tradizionale. Il XVI secolo è la pedana di lancio di un nuovo periodo storico, prodotto quest’ultimo da un capovolgimento totale dei valori del passato: non più come nel medioevo l’umanità assorbita dalla cristianità, ma la cristianità dall’umanità; non più il vincolo cristiano è il vincolo dei popoli, ma quello della sola natura e della ragione umana.

In questo secolo, la città di Caltagirone, oltre ad essere una città politicamente organizzata e privilegiata, risulta essere un focolare di cultura, a testimonianza è un’incisione del 1507, che ci presenta il palazzo di città quale fucina di cultura cittadina.

La città era vivace anche dal punto di vista religioso. Nonostante la lontananza dalla sede vescovile di Siracusa (allora era vescovo Giovanni Orosco de Arce), Caltagirone cominciava a respirare l’aria della Riforma cattolica attraverso un grande fervore religioso e l’arrivo di molti ordini religiosi, tanto da essere chiamata una “badia di Sicilia”.

In questo contesto politico, sociale, culturale, economico e religioso della città di Caltagirone avvenne l’apparizione di Maria SS. del Ponte che caratterizzò il vissuto della cittadina siciliana.

In questo contesto, questo secolo fu caratterizzato da diversi avvenimenti che segnarono il vissuto della Chiesa e di un popolo che sostanzialmente si diceva cristiano. Tra questi avvenimenti ricordiamo alcune apparizioni, come quella, che tradizionalmente la storia registra, di cui ebbe fortuna la città di Caltagirone, il 15 agosto 1572[1].

Secondo la tradizione, in quel famoso giorno, il popolo calatino, ebbe la sorte di vedere il volto materno della Regina del cielo, avvolta in un manto azzurro trapuntato di stelle, con in braccio il bambino Gesù tenente in mano un globo sormontato da una croce. Essa appariva nelle acque cristalline di una fonte, sita presso un ponte, congiungente due colline della città e nel rione più trascurato, povero e popolare della città. Come viene tramandato dalla tradizione, Ella si faceva vedere da chiunque era in grazia di Dio o chi la riacquistava per mezzo del sacramento della riconciliazione. Venne subito chiamato un pittore, che ne ritrasse le sembianze così come poteva, nello stupore anch’egli del fatto miracoloso.

Da quel giorno fino al tempo presente, la città di Caltagirone e non solo, venera con particolare affetto e devozione l’immagine di Maria SS. del Ponte nel suo omonimo santuario, come segno di filiale gratitudine alla Madre di Dio che si degnò di manifestarsi.

Qualche tempo dopo l’edificazione del Santuario, avvenuta l’anno successivo dall’ apparizione,  la domenica dopo la desta dell’Ascensione , avvenne una seconda apparizione, fu vista riflessa nella fonte una Stella luminosa con sei candele accese.

Iconografia della Sacra Immagine

L’icona realizzata dal pittore, su una tela di dimensioni 100 x 125 cm, restaurata recentemente, mostra e porta i segni del messaggio dell’apparizione.

Secondo i canoni iconografici tradizionali, la Vergine Maria si presenta come il tipo dell’Odigitria, con alcuni elementi iconografici che la caratterizzano. Maria si vede a mezza figura, probabilmente è seduta. Indossa una tunica rossa, segno della sua umanità, visibile solo nel petto e ai polsi, e il maphorion, o velo mantello, che dal capo, scende sulle spalle e sul resto del corpo. Questo è di colore azzurro, segno della divinità che invade la vita di Maria, ed è trapuntata di stelle, precisamente se ne contano 39. I capelli di Maria sono del tutto invisibili, celati da una specie di cuffia posta con un velo non aderente. Le due stelle che figurano sulla fronte e sulla spalla destra di Maria (la terza non è visibile perché la spalla della Madonna è nascosta dal Bambino Gesù), sono il simbolo della perpetua verginità di Maria prima, durante e dopo il parto. La stella sul capo, rimanda anche alla stella presente nel tipo iconografico della Deesis, cioè di colei che intercede per noi, come segno del ruolo di supplica di Maria in favore del fedele che le sta davanti e che le rivolge la sua preghiera.

Il Bambino siede sul braccio della Madre; è in posizione frontale ma leggermente rivolto alla Madre, vestito con una tunica, o chiton, di colore rosso e cinto ai fianchi, con la mano destra alzata benedice alla maniera greca; con la sinistra regge un globo azzurro sormontato da una croce, segno che le sorti del mondo sono nelle sue mani.

L’atteggiamento di Maria è allo stesso tempo materno e di grande rispetto per il Figlio divino; quello del Bambino è soffuso di regalità e serietà, come si addice al Dio che si è fatto uomo. L’insieme emana ieraticità e staticità; e la Madre conscia della divinità del Figlio, non può che manifestare rispetto e adorazione. La mano destra di Maria accarezza il piede del Bambino come segno di affetto materno; mentre, la mano sinistra regge il Bambino e lo indica a chi le sta di fronte, come per dire che è Lui la via da seguire e da Lui dobbiamo andare. Maria ci indica la via, è l’Odigitria.

Lo sguardo della Madonna è rivolto a chi le sta di fronte, dolce e allo stesso tempo triste, quasi come lo sguardo di una madre di fronte ai suoi figli in pericolo e che vuole trasmettere un messaggio, una parola di salvezza. Quando ci si trova davanti l’immagine della Madonna del Ponte non solo si resta affascinati dalla bellezza artistica del ritratto; ma si pensa subito al dono che la Vergine ha fatto al popolo cristiano lasciando, attraverso la mano di un pittore, la sua “vera” raffigurazione.

Come afferma con autorevolezza Interlandi Taccia, il ritratto di Maria SS. del Ponte, è un “autentico” ritratto di Maria. “Autentico”, perché secondo quanto ci è stato trasmesso, il pittore che lo ha dipinto non ha messo niente di suo, del suo genio creativo artistico, ma si è limitato a riportare su una semplice tela, quello che vedeva nella fonte: una Madonna con il bambino Gesù in braccio, incoronata da due angeli. Impropriamente si può affermare che si tratti di una immagine Acheropita, cioè “non fatta da mani d’uomo”, perché la tela è stata realizzata da un’artista, che ha usato una tela e dei colori, e ha riportato, per quel che poteva, la bellezza raggiante di quella dolce immagine pur non avendo documenti che attestano una “ispirazione divina”.

Il messaggio

A conclusione si può affermare che l’apparizione ha anche un valore sociale, in quanto la Vergine si fa presente in un luogo, in una situazione, in un vissuto concreto, come quello del povero rione del Ponte, per dare conforto, fiducia e speranza a tutti.

Maria, manifestandosi nel giorno dell’Assunzione, nella domenica tra l’ottava dell’Ascensione attraverso una Stella luminosa, sembra riaffermare il messaggio evangelico di conversione dei cuori, ricordando che la patria dell’umanità è il cielo, e là ci aspetta insieme al suo Figlio Gesù.

L’invito alla conversione è il principale messaggio della Madonna del Ponte; potevano vederla solo coloro che erano in grazia di Dio o quanti attraverso il sacramento della Penitenza si erano riconciliati con Dio e con la Chiesa. L’apparizione così è diventata un messaggio per le coscienze dei peccatori, per prendere atto delle proprie responsabilità, cambiare vita e sconfiggere il male.

Dall’apparizione, riceviamo un messaggio non verbale sottolineato nell’icona dalla corona retta dagli angeli, che Maria è la Regina di misericordia. Ella abbracciando suo Figlio ci guarda per portare la sua intercessione al Figlio Gesù, per la salvezza del popolo, che ricorre a lei fiducioso nelle tribolazioni e nei pericoli.

Attraverso questa mariofania nelle acque di una fonte, emerge pregnante il fatto che Maria è la fonte della salvezza. Per mezzo di Lei il Signore Dio ci ha donato una “fonte di vita”, generò dal grembo verginale il Verbo fatto uomo, Gesù Cristo, fonte d’acqua viva. Egli è in realtà il vero tempio di Dio, dal quale scaturiscono le acque di salvezza che risanano tutto ciò che bagnano; Egli invita gli assetati a venire a lui e a bere, invita cioè coloro che credono in Lui a ricevere il dono dello Spirito Santo.

Da queste acque della fonte emerge anche l’immagine della maternità spirituale della Chiesa: essa che è provvida madre, estingue la sete dei fedeli, offrendo loro le acque pure e salutari che sgorgano dal costato del Redentore e che essa offre a tutti gli uomini con i sacramenti, soprattutto nel banchetto eucaristico.


[1] Cfr. G. C., La madonna si è fermata al Ponte, in LSC ns. 2 (1947) n. 10, p. 2-3.

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